Workshop – Dalla madre al proprio destino
23/05/2026
Sabato 23 maggio 2026
Centro Cribes – Via Cristoforo Colombo, 440, Roma
Dalle ore 09:00 alle 18:00
Dalle ore 09:00 alle 18:00
C’è un filo invisibile che lega ogni vita a quella di chi l’ha portata nel mondo.
Quando quel filo si tinge di risentimento, non si spezza: si attorciglia.
E, senza che ce ne accorgiamo, inizia a guidare i nostri passi.
Quando quel filo si tinge di risentimento, non si spezza: si attorciglia.
E, senza che ce ne accorgiamo, inizia a guidare i nostri passi.
Il risentimento verso la madre non nasce per cattiveria.
Nasce quando il bambino ha dovuto proteggere sé stesso da un’assenza,
da una richiesta troppo pesante,
da uno sguardo che non è arrivato,
da un amore che c’era ma non sapeva come arrivare.
Ma se quel risentimento resta congelato, diventa un filtro opaco sulla vita:
ci impedisce di ricevere e di affidarci,
ci fa ripetere dinamiche relazionali che ci prosciugano,
confonde l’amore con il sacrificio o il dovere,
e ci tiene legati a un destino che non è nostro, per una fedeltà inconscia al dolore.
Vivere con un risentimento non sciolto è come camminare con un peso invisibile:
ogni scelta costa di più, e la propria strada si confonde con quella di chi ci ha preceduti.
Nasce quando il bambino ha dovuto proteggere sé stesso da un’assenza,
da una richiesta troppo pesante,
da uno sguardo che non è arrivato,
da un amore che c’era ma non sapeva come arrivare.
Ma se quel risentimento resta congelato, diventa un filtro opaco sulla vita:
ci impedisce di ricevere e di affidarci,
ci fa ripetere dinamiche relazionali che ci prosciugano,
confonde l’amore con il sacrificio o il dovere,
e ci tiene legati a un destino che non è nostro, per una fedeltà inconscia al dolore.
Vivere con un risentimento non sciolto è come camminare con un peso invisibile:
ogni scelta costa di più, e la propria strada si confonde con quella di chi ci ha preceduti.
Nelle Costellazioni Familiari non si cerca la colpevolezza,
né si chiede alla madre di cambiare il passato.
Si osserva ciò che è accaduto,
si restituisce al sistema ciò che non ci appartiene,
e si riconsegna alla madre il posto che le spetta — con rispetto, senza idealizzarla, senza negare il dolore.
Solo così il figlio può finalmente voltarsi verso la propria vita.
E scegliere, davvero, il proprio destino.
né si chiede alla madre di cambiare il passato.
Si osserva ciò che è accaduto,
si restituisce al sistema ciò che non ci appartiene,
e si riconsegna alla madre il posto che le spetta — con rispetto, senza idealizzarla, senza negare il dolore.
Solo così il figlio può finalmente voltarsi verso la propria vita.
E scegliere, davvero, il proprio destino.
In un cerchio di presenza e ascolto profondo,
accompagneremo chi sente che il legame materno è ancora un nodo irrisolto
a trasformare il risentimento in consapevolezza.
Senza giudizi.
Senza forzature.
Solo lo spazio necessario perché ciò che è rimasto bloccato nel “perché lei non…”
possa diventare un “ecco chi sono io, ora”.
accompagneremo chi sente che il legame materno è ancora un nodo irrisolto
a trasformare il risentimento in consapevolezza.
Senza giudizi.
Senza forzature.
Solo lo spazio necessario perché ciò che è rimasto bloccato nel “perché lei non…”
possa diventare un “ecco chi sono io, ora”.
Costo: € 80,00
Posti custoditi — perché ogni vita merita di respirare libera dal peso delle aspettative non dette.
Il destino non si trova scappando dalla madre.
Si trova tornando a lei, dentro di sé, con occhi nuovi.
E poi facendo un passo avanti. Finalmente.
Il destino non si trova scappando dalla madre.
Si trova tornando a lei, dentro di sé, con occhi nuovi.
E poi facendo un passo avanti. Finalmente.